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CIRCOLARE N. 144

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CIRCOLARE N. 144 –    Rischio rumore la valutazione e gli obblighi del datore di  lavoro

 

Gentile Cliente,

il rischio rumore, se presente, è un rischio di tipo endogeno e quindi caratterizzato da esposizione professionale (cioè derivante dall’uso di attrezzature di lavoro, in modo diretto, oppure quale fattore ambiente-correlato) ma il nesso eziologico in caso di patologia è spesso difficile da associare a determinati fattori lavorativi specifici, in quanto:

  • Ha genesi multifattoriale;
  • Può coesistere una esposizione extra-lavorativa.

Il datore di lavoro nella valutazione dei rischi deve tenere conto di molti fattori, i quali possono influenzare enormemente l’esito e le conseguenti misure di prevenzione e protezione. Ad esempio:

  • Tempi di esposizione;
  • Configurazione delle mansioni espletate;
  • Cambi di mansione;
  • Alta variabilità delle lavorazioni;
  • DPI utilizzati.

E il datore di lavoro deve valutare:

  • rischi per la salute: effetti diretti e danno cronico, effetti extra-uditivi;
  • rischi per la sicurezza: effetti diretti e danno acuto, comprensibilità dei segnali di sicurezza;
  • aspetti organizzativi: aspetti che influenzano i rischi «cronici» e «acuti».

Il datore di lavoro nella valutazione dovrà poi coinvolgere, oltre a se stesso, anche:

  • l’RSPP (conoscenza normo-tecnica);
  • Dirigenti (conoscenza gestionale);
  • Preposti (conoscenza operativa);
  • Medico Competente (conoscenza sanitaria e medico-legale);
  • l’RLS (conoscenza trasversale).

Chiaramente l’insieme di tutte le conoscenze sarà indispensabile per una corretta valutazione dei rischi.

 

 

La normativa e la sorveglianza sanitaria

L’intervento riporta poi diverse indicazioni normative dal Titolo VIII del D.Lgs. 81/2008. Ne riprendiamo alcune con riferimento a quanto contenuto negli articoli 185/186 sulla sorveglianza sanitaria.

Si indica che la sorveglianza sanitaria è effettuata dal medico competente nelle modalità e nei casi previsti sulla base dei risultati della valutazione del rischio che gli sono trasmessi dal DDL per il tramite del SPP (Servizio di Prevenzione e Protezione).

E nel caso in cui la sorveglianza sanitaria riveli alterazione apprezzabile dello stato di salute correlata ai rischi lavorativi il medico competente ne informa il lavoratore e, nel rispetto del segreto professionale, il datore di lavoro, che provvede a:

  • sottoporre a revisione la valutazione dei rischi;
  • sottoporre a revisione le misure predisposte per eliminare o ridurre i rischi;
  • tenere conto del parere del medico competente nell’attuazione delle misure necessarie per eliminare o ridurre il rischio.

Il medico competente nella cartella riporta i dati della sorveglianza sanitaria, ivi compresi i valori di esposizione individuali comunicati dal DDL per il tramite del SPP.

La valutazione del rischio rumore

Come riportato nella normativa, all’articolo 190 (Valutazione del rischio) del D.Lgs. 81/2008,  il datore di lavoro valuta l’esposizione dei lavoratori al rumore durante il lavoro prendendo in considerazione in particolare:

  • il livello, il tipo e la durata dell’esposizione, ivi inclusa ogni esposizione a rumore impulsivo (…sono elementi che dovranno essere considerati nella RTR). È noto infatti che, a parità di contenuto energetico medio, un rumore con componenti impulsive può costituire un’aggravante, in termini di rischio di danno uditivo, rispetto ad un rumore privo di tali componenti. La segnalazione di tale aggravante può risultare di estrema utilità per il medico competente ai fini della sorveglianza sanitaria” (e a sua volta il medico può comunicare al tecnico eventuali fastidi e picchi rilevati dai lavoratori);
  • i valori limite di esposizione e i valori di azione;
  • tutti gli effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rumore, con particolare riferimento alle donne in gravidanza e i minori;
  • le informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria, comprese, per quanto possibile, quelle reperibili nella letteratura scientifica”. L’intervento segnala che “relativamente ai lavoratori particolarmente sensibili, il Medico Competente relazionerà in merito all’opportunità di approfondimento sulla base dei dati a sua disposizione;
  • tutti gli effetti indiretti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori risultanti da interazioni fra rumore e segnali di avvertimento o altri suoni che vanno osservati al fine di ridurre il rischio di infortuni”. A questo proposito l’intervento ricorda la norma ISO 7731:2009 (Ergonomia – Segnali di pericolo per luoghi pubblici e aree di lavoro – Segnali acustici di pericolo);
  • le informazioni sull’emissione di rumore fornite dai costruttori dell’attrezzatura di lavoro in conformità alle vigenti disposizioni in materia;
  • l’esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre l’emissione di rumore;
  • il prolungamento del periodo di esposizione al rumore oltre l’orario di lavoro normale, in locali di cui è responsabile;
  • la disponibilità di dispositivi di protezione dell’udito con adeguate caratteristiche di attenuazione;
  • per quanto possibile a livello tecnico, tutti gli effetti sulla salute e sicurezza dei lavoratori derivanti da interazioni fra rumore e sostanze ototossiche connesse con l’attività svolta e fra rumore e vibrazioni.

 

La Framinia S.r.l. è a Vostra disposizione sia per chiarimenti in merito a quanto indicato nella presente circolare.

 

Roma, 09/07/2018

 

 

FRAMINIA SRL





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